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Girolamo Amati

(1768-1838)

Nacque a Savignano il 17 giugno, figlio di Pasquale, completò a Roma la sua formazione culturale che lo portò ad essere illustre latinista e forbito ed efficace oratore.

Operò per un trentennio a Roma presso la Congregazione del Concilio e l’Archiginnasio della Sapienza.  I pontefici Pio VI e Pio VII lo nominarono anche custode dell’Archivio segreto del Vaticano e poi di quello di Castel Sant’Angelo.

Si dedicò con metodo alle ricerche storiche.

S’interessò di etruscologia e di paleografia.

Scoprì la ‘tachigrafia greca’ corrispondente all’odierna stenografia.

Col titolo di scrittore greco della Vaticana collaborò al Giornale Arcadico di cui fu anche promotore, insieme a Giulio Perticari, Bartolomeo Borghesi e ad altri dotti del tempo.

Sempre con Borghesi e Perticari riorganizzò l’Accademia degli Incolti, conferendole un assetto arcadico e dando vita alla Rubiconia Simpemenia dei Filopatridi per la quale stese le Leggi delle Dodici Tavole, secondo lo stile dei giureconsulti romani.