Curata dal professore Enrico Angiolini, sottolineano i Capitani Reggenti, quest’opera suggella la più alta istituzionalità dell’evento.
In occasione del 730° anniversario dalla stesura dei primi Statuti Sammarinesi (1295 2025),
l’Archivio di Stato, con il patrocinio della Segreteria di Stato Istruzione e Cultura, ha organizzato
una serie di eventi per promuovere la conoscenza dell’antico corpus statutario. Celebrazioni
aperte con la presentazione a Palazzo Pubblico, alla presenza dei Capitani Reggenti Denise
Bronzetti e Italo Righi, della nuova edizione critica delle prime due redazioni del Liber statutorum
comunis castri Sancti Marini.
“Sono documenti costitutivi della nostra sovranità e indipendenza – afferma Teodoro Lonfernini,
Segretario di Stato alla Cultura – ed è per questo importante renderli disponibili e consultabili da
tutti”.
L’edizione critica degli statuti curata dal professore Enrico Angiolini (vicesegretario della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano sul Rubicone), evidenziano i Capitani Reggenti, suggella la più alta istituzionalità dell’evento celebrativo che ha assunto significato
storico e acquisisce un valore cultuale aggiunto.
“L’emozione centrale di questi statuti secondo me – afferma Angiolini – è che essendo una
normativa onnicomprensiva di fatto, io dico sempre che in un certo senso con una
modernizzazione un po’ spinta e l’insieme alla Costituzione, il codice civile e il codice penale,
equivalenti in uno stato moderno. Abbiamo la possibilità di indagare tantissimi aspetti della vita
quotidiana, della vita istituzionale, economica, politica, della realtà ambientale di queste comunità.
Perché sì, vediamo come più o meno funzionavano i consigli delle comunità, vediamo quali pene
erano previste per i reati penali, ma vediamo anche ad esempio come gestivano il territorio, quali
erano le coltivazioni più diffuse”.



