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16 Ottobre 2022 – Pirati e corsari nel nostro mare – Davide Gnola

Domenica 16 ottobre alle ore 10.00 nell’Aula Magna


L’Accademico


Dott. DAVIDE GNOLA


Direttore Museo della Marineria – Cesenatico


terrà una relazione dal titolo


PIRATI E CORSARI NEL NOSTRO MARE


Nell’occasione verranno consegnati
gli Attestati di Appartenenza agli Accademici con 25 anni di iscrizione all’Albo e che hanno dimostrato il continuo legame affettivo e culturale al nostro Sodalizio
e
le Borse di Studio “Avv. Gino Vendemini” 2022 destinate ai maturati nell’A.S. 2020/2021 ed offerte in collaborazione con il Comune di Savignano sul Rubicone e IVAS di San Mauro Pascoli

DAVIDE GNOLA
Riminese, classe 1962, dirige dal 2005 il Museo della Marineria di Cesenatico. Da sempre impegnato nella valorizzazione delle barche tradizionali e della cultura del mare, ha organizzato e curato mostre e iniziative culturali e scritto vari articoli su riviste di settore.
E’ presidente dell’Association of Mediterranean Maritime Museums (AMMM) e membro dell’Istituto di Archeologia, Storia ed Etnologia Navale (ISTIAEN).
Tra le sue pubblicazioni: Il mare oltre la spiaggia (Regione Emilia-Romagna, 2009), Diario di bordo del Capitano Giuseppe Garibaldi (Mursia, 2011), Lalla, Palooza e i delfini di Cesenatico (Minerva, 2014), Il mare non è come un campo di grano (Coop. Casa del Pescatore Cesenatico, 2018), Sulle tracce di Leonardo (Minerva, 2019), Cesenatico nella storia, 2. ed. (Il Pontevecchio, 2021).

CORSARI NEL NOSTRO MARE
Sinossi relazione
Quella dei corsari è una delle tante storie che racconta il nostro mare, inteso sia come mare nostrum Mediterraneo, sia come il “più nostro” Adriatico sino alle coste di Romagna, le cui spiagge sono ora il luogo familiare per eccellenza, ma dove tra le ultime incursioni di corsari e la nascita dei primi stabilimenti balneari passarono solo due decenni. Anche il Mediterraneo ebbe infatti i suoi corsari, meno famosi ma certo non meno interessanti dei loro “colleghi” dei Caraibi; essi furono una presenza costante e pericolosa soprattutto tra la fine del sec. XVI e l’inizio del XIX, nel quadro della contrapposizione, ma anche della convivenza e del reciproco interesse e curiosità tra il mondo degli stati cristiani e quello dell’Impero Ottomano, che dopo Lepanto vedono le loro forze e i loro insediamenti in equilibrio sulle opposte sponde del Mediterraneo. Una “guerra inferiore”, come la definì il grande storico Fernand Braudel, che vide protagoniste le navi corsare che avevano le loro basi nelle reggenze barbaresche di Algeri, Tunisi, Tripoli, senza dimenticare la miriade di imbarcazioni più piccole che trovavano rifugio nei tantissimi anfratti delle coste del Mediterraneo. Una pratica, quella della guerra di corsa, comune a entrambi i fronti, e che fu strettamente legata a quella della schiavitù, che coinvolgeva oltre ai marinai messi ai remi sulle galee anche i pescatori e le popolazioni costiere, per le quali l’arrivo dei “Turchi” era una eventualità sempre presente e temuta, fonte anche di una ricca produzione folclorica e artistica. In definitiva, un avvincente capitolo della nostra storia, dove le distinzioni e le contrapposizioni si rivelano molto più sfumate e ambigue di quanto non appaia al primo sguardo.