Sala dei Vendemini

Contiene la ricca e pregevole biblioteca dei fratelli Francesco e Gino Vendemini. Si tratta di opere storiche, geografiche, letterarie e soprattutto di carattere giuridico e le preziose pandette del secolo XVI. Ai volumi vanno aggiunti numerosi opuscoli.

Sala di Lettura

Sono qui collocati l’antico schedario cartaceo costituito di scatole contenenti schede catalografiche a foggia di libro, il nuovo Schedario generale cartaceo, la collezione della “Nuova Antologia” (1870-1916), infine gli atti e le pubblicazioni delle Accademie e degli Istituti Culturali corrispondenti.

Sala R (o dei Rocchi)

Ospita la biblioteca completa donata da Francesco e Gino Rocchi nel 1936. E’ costituita da circa 3000 volumi, splendido lascito in adeguata sede, che comprende testi letterari, filosofici, di antichità greca, romana, del medio evo e dell’età moderna sino a metà del ‘900. Costituisce una ricca documentazione di fonti storiche di opere critiche fondamentali per le discipline attinenti alla filosofia classica, all’epigrafia e alla storia letteraria.
In questa sala sono conservati anche 141 scatole ordinate in diverse sezioni.

Sala I o dei Manoscritti

In questa sala sono conservati scritti dei savignanesi Perticari, Borghesi, Nardi, Amati, Vendemini, Gasperoni, Luigi Amaduzzi, Pazzaglia, Topi, Meriano, Camuncoli, Mazzotti, le bellissime edizioni bodoniane pervenuteci da Egone (Bodoni), n. 22 incunaboli, n. 327 manoscritti cartacei e pergamenacei, miniati e non, n. 130 pergamene e
circa 400 edizioni del secolo XVI. Sono qui, infine, custoditi i preziosissimi carteggi dell’Abate Gian Cristofano amaduzzi e del Canonico Gesuita Emanuele de Lubelza.
Fanno parte di questa camera i 160 volumi donati dai concittadini Federico e Susanne Ricci, residenti a Parigi. Si tratta di una raccolta di classici francesi in splendida veste con copertine fregiate in oro: una rarità bibliografica della collezione è rappresentata dai “Promessi Sposi” del 1840 di Radaelli, illustrato da Gonin e stampato in 1000 esemplari, non venduti, ma regalati dallo stesso Manzoni.

I volumi sono ora conservati nella
“Sala del Consiglio”