Domenica 15 marzo 2026 alle ore 10.00
nell’Aula Magna della Rubiconia Accademia dei Filopatridi
Incontro dal titolo
IL FUTURO DELL’INTELLIGENZA
Artificiale, artigianale, ibrida
Dopo l’intervento di un GIOVANE STUDENTE SAVIGNANESE
vincitore della Borsa di Studio “Avv. Gino Vendemini”
si avranno le seguenti relazioni
Acc.co Prof. GABRIELE BOSELLI
Già Docente di Filosofia dell’Educazione nell’Università di Urbino
e Membro del Consiglio Nazionale Italiano della Pubblica Istruzione
INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA:
RISCHI E OPPORTUNITÀ
Acc.co Dott. SALVATORE GIANNELLA
Giornalista e Scrittore
HOMO SAPIENS FABER: RISCOPRIAMO L’ARTE DEL FARE
PER UN NUOVO RINASCIMENTO ARTIGIANALE
GABRIELE BOSELLI
È stato Maestro di Scuola Elementare, Direttore Didattico, Ispettore Scolastico e Professore a
contratto di Filosofia dell’Educazione nell’Università di Urbino.
Per un quinquennio membro del Consiglio Nazionale italiano della Pubblica Istruzione.
È socio di varie Accademie.
Fondatore nel 1989 di una delle prime riviste pedagogiche pubblicate su internet,
Postprogrammando e dal 2000 della rivista elettronica Paedagogica.
È autore di oltre un centinaio di articoli scientifici e professionali.
Ha come principali libri pubblicati: Postprogrammazione (ed.1991 e 1997), ed. La Nuova Italia e Non-
pensiero (2007, Erickson)
SALVATORE GIANNELLA
giornalista e scrittore
Salvatore Giannella è nato in Puglia, ha lavorato a Milano, ha scelto la Romagna come terra
d’adozione.
Ha una lunga carriera giornalistica iniziata negli anni Settanta con il settimanale Oggi.
È stato direttore di Genius (1984), dell’Europeo (1985-86), di Airone (1986-94) e di BBC History Italia.
Tra i suoi libri: Voglia di cambiare, Operazione salvataggio, In viaggio con i maestri, Le vie delle donne
1 e 2, la biografia di Michele Ferrero, a lungo in testa alla classifica dei best seller, e – con Maria Rita
Parsi – Manifesto contro il potere distruttivo. Ha curato libri di Tonino Guerra e di Enzo Biagi.
È autore di sceneggiature per Rai Educational, tra cui La lista di Pasquale Rotondi (premio Presidente
della Repubblica all’Art Doc Film Festival di Roma 2005 come “miglior film dedicato all’arte italiana”).
Cura un blog volontario e gratuito, “al positivo”, Giannella Channel, orientato prevalentemente su
giovani e la nuova Europa) e la newsletter Connect.
Paulo Coelho l’ha definito “cronista della luce”.
SINTESI/SCHEMA RELAZIONE DEL PROF. GABRIELE BOSELLI:
INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA: RISCHI E OPPORTUNITÀ
In questo inizio del terzo millennio, nel crepuscolo della mia esistenza ho avuto la fortuna di assistere
al primo baluginare di una forma di intelligenza post-umana. Nata dall’uomo, è ancora in fasce e ne
stiamo ascoltando i primi vagiti. Ma già parla risponde, scrive,“pensa”. Si nutre del nostro latte
(l’energia elettrica) e sbocconcella il nostro pane (i dati) ammollato nell’acqua della Nuvola.
Intelligenza come attenzione al reale e in-tensione/produzione di realtà reali
Materia in rapidissima evoluzione in cui, oltre la AI semplice, si sta già passando dalla AIG “debole”
a un’AIG “forte” multidominio e che “ragiona” non immediatamente su base numerica ma per
concetti: proiezione attuabile anche grazie all’imminente diffusione dei computer quantistici.
La fenomenologia continua a sostenere criticamente l’orientamento alla “cosa stessa” e a offrire
preziosi dispositivi di approccio, osservazione, interpretazione e progetto.
Occorre sondare gli sviluppi delle classiche categorie del conoscere e la pratica possibile di una AI
versus AIG “forte”, ampliata nella sua gamma linguistica, dunque epistemica. Estendere e
approfondire, nella consapevolezza delle varie linee di attenzione all’Intero, la rilevazione e
l’intensità dei campi fenomenici con particolare riferimento a quelli dell’istruzione.
Intorno all’ammassarsi di un centro di gravità di pensiero, si sta addensando una nebulosa di
decostruzione/distruzione e creazione
Sintonizzarsi con l’emergere del Novum, di convergenze che si consolidano e divergenze che si
sviluppano estendendo le genealogie linguistiche LLM a LCM (per concetti) nella costruzione delle
scienze e nella vita di ciascuno.
Siamo solo all’inizio di un cambiamento di paradigma, della espansione della sintassi delle possibilità
esplicative e realizzative pur conservando forti elementi sintagmatici.
L’ AIG diverrà facilmente agibile e sempre più cardinale, dati i costi sempre più bassi per unità di
prodotto; comporterà enormi rischi e possibilità nell’economia, nella ricerca e nelle istituzioni di alta
cultura come le accademie, le università e gli istituti d’istruzione di ogni ordine e grado. Di qui trans-
formerà l’intero sviluppo sociale ed economico.
Gli imminenti computer quantistici -non più inanimati come gli attuali- troveranno negli spazi sub-
atomici di indeterminazione varchi per quelle capacità di intuizione e magari di emozione sinora non
accessibili anche per i più potenti fra i computer attuali (macchine con funzioni semplicemente
computazionali).
Rischi —Il potenziale distruttivo AI/AIG è nelle applicazioni militari soprattutto, in tempi in cui le
guerre saranno prevalentemente combattute dai droni e dirette principalmente contro i civili e le
strutture economiche, Problemi gravi anche nel digital divide cui vanno incontro gli anziani,
nell’estremizzazione delle differenze di reddito per la parte che è effetto della differenza delle
competenze, nell’ulteriore precarizzazione del lavoro dovuta alla frammentazione delle attività.
Dipenderà molto da chi ne avrà il controllo politico-economico.
Opportunità— La persona -liberata dalla parte della fatica neurologica trasferibile alle macchine-
può divenire ulteriormente capace in modo pieno e cosciente di intendere, criticare, volere,
generare; nonché di aver un tempo non asservito più ampio prima di finire una delle sue forme di
esistenza. La persona può meglio abbracciare, con l’amplificazione della conoscenza, l’interezza
dell’essere senza perder di vista le singolarità. Ci si potrebbe con l’AIG riconoscere meglio come
soggetti realmente attivi, passivi e interattivi attraverso la relazione con il mondo così come
attraverso capacità autoriflessive. L’io potrebbe farsi pienamente soggetto, autore di una propria
meno faticosa e forse più produttiva e ricca impresa di visione del mondo. È l’uomo divenire libero
dalla fatica dura e insensata di cui pur in lontanissimi scenari scriveva Aristotele. Libero, forse, anche
grazie all’interazione con questo nuovo soggetto trascendentale.
SINTESI RELAZIONE DEL DOTT. SALVATORE GIANNELLA:
HOMO SAPIENS FABER: RISCOPRIAMO L’ARTE DEL FARE PER UN NUOVO RINASCIMENTO
ARTIGIANALE
NELL’EPOCA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE UTILIZZIAMO AL MEGLIO L’INTELLIGENZA
ARTIGIANALE (AI): GRAZIE ALL’INTELLIGENZA IBRIDA POTREMO VEDER CRESCERE IL
RINASCIMENTO ARTIGIANALE
Dall’AI molti si aspettano una rivoluzione benefica: l’aspettano i potenti della business community,
le istituzioni, il mondo universitario e della ricerca…Ma per ridurre i rischi (etici, di sicurezza dei dati
personali, occupazionali bisogna far avanzare il rapporto tra Intelligenza Umana e quella Artificiale.
Non più antagonismo e competizione, ma unire profondamente le due intelligenze e dar vita a una
sola, grande intelligenza: quella Simbiotica o, per dirla con un aggettivo resa più popolare dal mondo
automobilistico, IBRIDA. Un’intelligenza che va oltre l’artificiale e che è ben rappresentata
graficamente dalla locandina di questo nostro incontro in Accademia, dove il dito di un uomo si tende
verso quello di un robot, aggiornando il particolare del famoso affresco della Creazione di
Michelangelo nella Cappella Sistina.
Molte ricerche sono indirizzate a trovare soluzioni tese a eliminare le ricadute negative legate
all’estendersi dell’AI, come la pigrizia e l depotenziamento dell’intelligenza umana e la paura che le
abilità dei sistemi automatici possano diventare superiori rispetto alle nostre potenzialità umane.
La mia riflessione punta su un aspetto che intuisco e auspico. Io ho un debole per gli artigiani artisti,
per quelli che onorano il marchio Made in Italy con creazioni di alta qualità. Quegli artigiani-artisti
che in Giappone ottengono, a 70 anni, il riconoscimento al valore artigianale, e i connessi benefici,
di Musei viventi. Ho rafforzato il mio convincimento quando ho incontrato scultori, pittori e operatori
del bello dalle mani piene di talento, mani che hanno ancora in memoria la grazia dei loro nonni e
lo stupore del viaggio, mani capaci di regalarci oggetti del desiderio così pieni di bellezza e di fascino
personalizzati.
Ci siamo lasciati alle spalle un secolo dedicato soprattutto all’utile. Mai prima l’umanità aveva
convogliato tante energie sull’obiettivo del benessere inteso come possesso e consumo di beni
materiali.
La rivoluzione industriale ha sacrificato alla catena di montaggio la civiltà rurale e la vita artigiana
(negli ultimi dieci anni in Italia hanno chiuso 40 mila botteghe), con tutto il loro fardello di povertà e
di ingenua rozzezza, per imporre il più delle volte oggetti standardizzati, orari sincronizzati,
razionalizzazione a ogni costo.
Mano a mano la città ha spiazzato il borgo e la campagna, il pratico ha conquistato il bello, il razionale
ha dimenticato l’emotivo.
La società industriale ha imposto come scopo prioritario la sconfitta della povertà attraverso la
produzione di massa e la produzione di massa attraverso la tecnologia sempre più avanzata.
Il bello sta scomparendo sotto i colpi dei robot e del cemento, ma un numero crescente di persone
si sta impegnando (per lavoro, per passione civile, per diletto) per farlo tornare.
Mai come nel prossimo futuro, guerre permettendo, l’estetica si incaricherà dell’umano godimento.
Scontato l’utile, il bello diventerà la misura di tutte le cose: dei prezzi e del mercato del successo, del
gusto e della felicità.
Mai prima d’ora tanta parte dell’umanità – dagli stilisti ai registi, dagli editori agli artisti, dagli
architetti ai pubblicitari, dai restauratori ai designer, agli artigiani artisti – era vissuta in funzione del
bello e grazie al guadagno consentito dalla bellezza.
Questa tendenza, ripeto: guerre permettendo, si accentuerà in futuro grazie al progressivo
affinamento del gusto dovuto alla scolarizzazione di massa e alla necessità di dare valore aggiunto
ai prodotti di massa da parte delle nuove tecnologie, grazie anche all’aumento del tempo libero e
l’estetismo costituirà il segno distintivo del terzo millennio. Oggi viviamo la gioia di una vita
accompagnata da una crescente affermazione dell’arte e della bellezza.
Se si concretizzerà lo scenario del millennio della bellezza e della intelligenza ibrida, dell’intelligenza
delle mani e del cuore, e se il lavoro degli artigiani-artisti sarà accompagnato dall’allentamento della
morsa burocratica e dall’aumento della loro reputazione sociale, sarà facile prevedere un
Rinascimento digitale. E che in futuro troveremo ancora, sulle nostre strade, più segni degli artigiani-
artisti romagnoli e italiani, figli dei più grandi creatori del bello dell’intero pianeta. (S.G.)