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L’Aula Magna della Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano gremita di gente per la presentazione del volume “I vescovi di Rimini del secondo millennio” (ed. “Il Ponte Vecchio di Cesena) scritto da Angelo Turchini e Giulio Zamagni. La diocesi di Rimini ha giurisdizione anche in vari comuni del cesenate come Savignano, San Mauro Pascoli, Borghi, Sogliano e Roncofreddo e nel libro vengono rappresentati e spiegati un’ottantina di stemmi episcopali e profili dei vescovi (anche cardinali) di Rimini dal XIII secolo fino ad oggi. <L’araldica è molto interessante – ha esordito il professor Turchini – e molto utile nella ricostruzione della storia della chiesa di Rimini proiettata nel tempo e in un determinato territorio e ciò viene documentato in maniera organica in questo libro. L’araldica ci porta un dinamismo con il susseguirsi delle persone: illustra territori, le persone, i dignitari ecclesiastici, enti morali, e mai, a caso, esiste uno stemma. E’ la chiesa che così dialoga con la cultura del suo tempo>. Poi ha parlato della cronotassi e il libro fa anche chiarezza sulla cronotassi episcopale della diocesi riminese (alla quale, fino al 1777, appartenevano anche le parrocchie “cesenati” di Gatteo, Sant’Angelo, Gambettola e Longiano), correggendo diverse imprecisioni e veri e propri scambi di persona rispetto a quella ufficiale e fino ad oggi conosciuta>. Giulio Zamagni, di Gatteo, esperto di araldica religiosa e non solo, ha descritto gli aspetti dell’araldica con una efficace serie di immagini degli stemmi e ritratti di vescovi riminesi. <E’ stato un lungo lavoro durato vari anni – ha detto Zamagni - e con gli stemmi si può ricostruire la storia e comprendere il passato, ricostruire vicende, riconoscere determinati personaggi, palazzi nobiliari o famiglie nobili dalle quali un tempo provenivano gli alti prelati>.