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Apprezzata conferenza a Savignano alla Accademia dei Filopatridi su Ettore Majorana, genio della fisica teorica tra scienza e cronaca, a 80 anni dalla scomparsa. Relatore è stato Marco Guiduzzi, di Cesena, docente di fisica e matematica negli istituti di istruzione superiore. La conferenza è stata presentata dal vice presidente Arturo Menghi Sartori: “Ettore Majorana crebbe con il padre che continuamente lo convinceva di essere un genio. E comunque un genio poi lo diventò. Quello che nessuno ancora sa è la fine che possa avere fatto nel 1938. Dopo 80 anni dalla sua scomparsa, sono ancora mille le illazioni sulla sua morte: omicidio, suicidio, scomparso per propria volontà esiliatosi dal mondo per diventare frate di clausura, sequestrato e ucciso, fuggito per amore di una donna. Nessuno in 80 anni ha saputo ricostruire la sua fine, anche se ultimamente la sua scomparsa viene attribuita alla sua personalità e fama di geniale fisico teorico”. La tesi però che tiene maggiormente banco è che Ettore Majorana si sia ritirato in un convento di clausura. Majorana operò principalmente come teorico della fisica all’interno del gruppo di fisici denominato “I ragazzi di via Panisperna”. Le sue opere più importanti hanno riguardato la fisica nucleare e la meccanica quantistica relativistica, con particolari attenzioni nella teoria dei neutrini. Diceva sempre: “Mi sono giovato della guida sapiente e animatrice del professore Enrico Fermi”. Il relatore Marco Guiduzzi ha tenuto poi una esauriente conferenza: “Ettore Majorana è stato uno dei più grandi fisici teorici del ‘900 le cui teorie, risalenti a oltre 80 anni fa, sono di stretta attualità per la fisica e l’astrofisica di oggi. Di Majorana purtroppo oggi si parla maggiormente della sua scomparsa e delle vicende conseguenti alla stessa, anziché del suo genio che ha creato teorie e algebre attualmente allo studio della comunità scientifica. Un precursore delle teorie fisiche attuali”. Ermanno Pasolini