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di Ermanno Pasolini
Cultura e agricoltura a confronto nell’incontro fra due accademie. Interessante conferenza alla Rubiconia Accademia dei Filopatridi di Savignano fra cultura, siccità, cambiamenti di clima, stagione che non sono più quelle di una volta. Dopo il saluto di Roberto Valducci presidente della Filopatridi e di Giorgio Cantelli Forti presidente della Accademia Nazionale dell’Agricoltura hanno tenuto le relazioni Roberto Fanfani e Maura Savini dell’Università di Bologna. Le conclusioni e le prospettive sono state fatte da Gualtiero Baraldi vice presidente dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. Molto interessante la relazione del presidente Giorgio Cantelli Forti: “L’agricoltura romagnola è tradizionalmente specializzata nella frutticultura e nella vigna, con prodotti da sempre molto apprezzati. Purtroppo anche questa agricoltura ha sofferto negli ultimi anni sia per ragione di scarsa considerazione in generale della madre dei prodotti a fronte di una esasperata esaltazione del made in Italy e sia, quest’anno, a causa dell’andamento climatico con una siccità e calore elevato. Sulla poca considerazione e sostegno delle nostre produzioni debbo essere polemico perché in Romagna, come altrove, non si è mai fatto una politica costante e continuativa di agevolare il lavoro con meno burocrazia, oneri e limitazioni assurde da restrittive regole dei Comuni, ovvero eccessive nella urbanizzazione selvaggia che ha frammentato i campi coltivati. L’agricoltore non piange e non vuole soldi, ma chiede facilità nel suo lavoro per potere stare di più nel campo e chiede che venga invece da parte delle leggi e delle norme garantita la sua materia prima nei prodotti alimentari (made in Italy) e non i prodotti da globalizzazione di scarsa qualità e sicurezza con contraffazione e vere frodi commerciali”. Poi il presidente Giorgio Cantelli Forti ha parlato del confronto fra agricoltura e cultura: “L’agricoltura è la prima cultura che l’uomo ha sviluppato perché non è un fatto estratto. Lo vediamo nella storia dove l’agricoltura è presente nelle poesie, nei romanzi, nella pittura e nella cultura in generale. Questo significa che l’intelligenza e la mano dell’agricoltore ha saputo guidare il nostro territorio come quello della Romagna, rendendolo sì fertile, ma attrattivo e piacevole nel vivere. L’alternativa è la giungla…che è naturale”.