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Giulio Perticari
(1779-1822)

Fu difensore del classicismo e del purismo linguistico.  Molto interessanti sono alcuni suoi saggi critici relativi alle origini della letteratura italiana e della lingua. Fu scrittore pacato ed elegante e nell’opera ‘Degli scrittori del Trecento e de’ loro imitatori sostenne che si dovesse studiare la lingua degli antichi, senza però seguirla pedissequamente (come certo classicismo imperante proponeva).  In un’altra sua opera dal titolo Dell’amor patrio di Dante e del suo libro intorno al volgare eloquio dimostrò che nel pensiero dantesco la lingua italiana non è soltanto quella di Firenze, ma quella di tutte le regioni d’Italia. 

 

 

 

Costanza Monti
(1792-1840)


Moglie di Giulio Perticari, figlia di Vincenzo Monti, anch’essa accademica ed assai nota nei salotti del tempo per la sua bellezza e per la sensibilità artistica. 
Fu poetessa squisita e condivise l’opera e le idee liberali del marito.

Bartolomeo Borghesi
(1781-1860)

Profondo conoscitore della storia di Roma, scrisse in proposito una delle sue opere più illustri Fasti Capitolini illustri. Famoso epigrafista, si guadagnò la stima degli storici del suo tempo, fra i quali Teodoro Mommsen che lo chiamò “maestro, padrino e amico”.  In particolare fu profondo cultore di numismatica, raggiungendo in tal campo rinomanza europea per aver dettato i canoni scientifici di quella disciplina.  Fu socio di numerosissime Accademie d’Europa, e Napoleone III ne dispose la pubblicazione di tutte le opere, esprimendo con ciò il supremo omaggio al genio dello studioso. 

Giancristofano Amaduzzi
(1740-1792)

Dopo aver compiuto gli studi nel Seminario di Rimini e poi sotto la guida di Giovanni Bianchi (Jano Planco), si portò a Roma ove ben presto fu apprezzato per la sua vastissima cultura: le sue pubblicazioni sull’archeologia, storia, filosofia, lingue antiche e diritto lo collocarono al centro del dibattito culturale del suo tempo; fu socio onorario di tantissime Accademie italiane e straniere.  Dal suo immenso epistolario sappiamo che era in comunicazione con gli studiosi di tutta Europa, in una sorta di comunità culturale che è stata interpretata come l’anticipazione dell’unione europea moderna.  Fu professore di Lingua greca alla Sapienza e Soprintendente alla Stamperia di Propaganda Fide.  La sua cospicua biblioteca fa ora parte del patrimonio della Biblioteca Accademica; particolarmente importante è la raccolta dei suoi manoscritti e del suo epistolario (circa 50 volumi), ancora oggetto di attento studio da parte dei ricercatori. 

Girolamo Amati
(1768-1838)

Fu illustre latinista e forbito oratore.  Operò per un trentennio a Roma presso la Congregazione del Concilio e presso l’Archiginnasio della Sapienza.  I pontefici Pio VI e Pio VII lo nominarono anche custode dell’Archivio segreto del Vaticano e poi di quello di Castel Sant’Angelo.  Si dedicò con metodo alle ricerche storiche; s’interessò di etruscologia; scoprì la ‘tachigrafia greca’ corrispondente all’odierna stenografia.  Collaborò al Giornale Arcadico di cui fu anche promotore, insieme al Perticari, Borghesi ed altri dotti del tempo.