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La biblioteca accademica sorse agli albori del secolo XIX con la Rubiconia Simpemenia dei Filopatridi che, con la riforma degli statuti dettata da Giosuè Carducci e approvata dalle Assemblee Accademiche nelle sedute del 15 giugno e 27 luglio 1876, assunse la nuova denominazione di Rubiconia Accademia dei Filopatridi. L’Accademia, per le finalità culturali che si proponeva, non poteva certo prescindere dalla creazione di una propria prestigiosa libreria. Si giovò del lascito del notaio Girolamo Amati seniore del 23 febbraio 1767 che, ceduto dal Comune nel 1803, fu devoluto all’acquisto di libri e, anche grazie alla generosità dei soci che continua tuttora, si sviluppò tanto da "rivaleggiare" con la più antica biblioteca comunale la cui fondazione risale alla metà del secolo XVI. Non vi è alcun documento che ne precisi la data, ma si hanno indizi che la biblioteca sorgesse appunto in quel secolo per opera di alcuni sacerdoti del paese, appartenenti all’antichissima Collegiata Compitana (Pieve di San Giovanni in Compito, secolo VII). La prima data certa della presenza di una biblioteca in Savignano ci viene da un manoscritto cartaceo di 41 carte, legate in cartone chiaro, tagliate sul margine destro per ottenere un indice alfabetico. Sul frontespizio si legge: “Syllabus librorum omnium qui continentur in hac Bibliothecula ab Admodum R.di Cleri et Per Ill.ri Communitate Sabiniani publicae utilitate exposita anno salutis 1690”. (Elenco di tutti i libri contenuti nella piccola biblioteca ad uso soltanto del reverendo clero aperta alla pubblica utilità della illustre comunità di Savignano nell’anno 1690). La data è confermata da un breve di Alessandro VIII (Pietro Ottoboni veneziano) con il quale il Papa decreta la scomunica “contra extrahentes libros vel alias res ex hac biblioteca nostra Sabiniani”, registrata dalla cancelleria episcopale di Rimini il 12 ottobre 1690. Lo stesso breve stabiliva che doveva stare affisso alle porte della biblioteca. L’originale del documento è custodito nella biblioteca accademica (pergamene di Savignano, I. II. 238). Una copia autentica del secolo XVII è riprodotta nella parte inferiore di un dipinto su carta, raffigurante la Madonna col Bambino, conservata nella sala del Consiglio dell’Accademia. L’ “Annuario delle Biblioteche Italiane” pubblicato in Roma, edizione Palombi parte IV narra di una preesistente raccolta libraria. Infatti alla pagina 358 recita: “La Biblioteca sorse nel sec. XVI in un convento di religiosi, poi passò all’Accademia degli Incolti, assai fiorente nel secolo XVIII, ricevendone notevole impulso. Divenne quell’Accademia colonia arcadica, e nel 1801 prese il nome di Rubiconia Sympemenia dei Filopatridi”. All’inizio la biblioteca, così come dice il Sillabo, era specializzata per religiosi, visto il tenore delle pubblicazioni in massima parte di diritto canonico e teologia. Nella rubrica infatti sono indicate 81 opere con la loro precisa collocazione in tre stanze della biblioteca, in due o tre ordini di libri per ogni stanza. 

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